G. Travaglini
G. Travaglini

Psychological Dystopian Fiction
Psychological Dystopian Fiction
G. TRAVAGLINI
Psychological Dystopian Fiction
"Mundus vult decipi, ergo decipiatur."
Carlo Carafa
Il mondo non crollò in un giorno. Fu il silenzio della rassegnazione a piegare l’umanità. Quando la guerra delle superpotenze lasciò dietro di sé soltanto macerie, l’élite non dovette conquistare nulla: bastò che offrisse un rifugio. Un riparo sicuro, un nome rassicurante. La Megalopoli sembrava essere un baluardo di stabilità in un mondo che, al di fuori dei suoi confini, era ormai perduto. Lì dentro tutto era pianificato. La produzione, i consumi, le nascite, perfino lo scorrere del tempo, ridotti a variabili da ottimizzare. Non fu necessario strappare la libertà con la violenza; venne offerta spontaneamente sull’altare della pace, quando l’essere umano si prostrò ai piedi dell’Algoritmo.
Nessuno riuscì più a guardare oltre la superficie. Anestetizzati da un mondo perfetto, capace di soddisfare ogni necessità prima ancora che venisse manifestata, gli uomini smisero di dubitare, di temere, di desiderare.
Ogni incertezza si spense, ogni ambizione fu cancellata. Era il mondo che tutti desideravano. Il passato era caos, il presente era perfezione.
Di quel che era stato e di ciò che restava oltre la Megalopoli, non rimase alcun ricordo. Non era più necessario. Il nuovo mondo bastava a sé stesso. Eppure, anche l’inganno perfetto cela in sé una crepa: l’arroganza di credersi infallibile.
Ma forse, nascosta da qualche parte, la verità attendeva solo di essere rivelata.


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